Quando si manifesta il rischio vibrazioni

Il rischio vibrazioni si manifesta nei luoghi di lavoro dove vengono utilizzati mezzi di trasporto, macchine ed attrezzature che vibrando provocano sollecitazioni pericolose per gli organi e gli apparati del corpo umano.

Generano vibrazioni e sollecitazioni pericolose mole, trapani, avvitatori, martelli pneumatici, seghe a nastro, carrelli elevatori, trattori, autocarri e altre attrezzature simili.

Sono identificate due diverse tipologie di sollecitazioni provocate da macchine e dispositivi meccanici:

VIBRAZIONI CORPO INTERO

I lavoratori sono esposti a vibrazioni trasmesse al corpo intero quando si trovano a bordo di macchine semoventi, cingolati, carrelli elevatori, autocarri. Tali vibrazioni vengono trasmesse tramite il pianale o la seduta di guida.

L’esposizione alle vibrazioni trasmesse al corpo intero può portare a conseguenze quali traumi del rachide e lombalgie.

VIBRAZIONI MANO – BRACCIO

Le vibrazioni sul sistema mano – braccio sono associate all’utilizzo di utensili vibranti come mole, trapani, avvitatori, tagliaerba, chiodatrici e martelli pneumatici.

Il rischio associato ad una eccessiva esposizione a vibrazioni sul sistema mano-braccio comporta nei lavoratori disturbi muscolari, disturbi alle ossa, disturbi al sistema neurologico e all’apparato vascolare.

Valutazione rischio vibrazioni

Nel corso della valutazione del rischio legato alle vibrazioni meccaniche, vengono presi in considerazione i seguenti parametri:

Tipologia e durata dell’esposizione alle vibrazioni;
Eventuali conseguenze sulla salute e sulla sicurezza dei dipendenti;
Eventuali effetti indiretti derivanti dall’esposizione al rischio vibrazioni;
Esistenza di macchine ed attrezzature alternative che permettono di ridurre i livelli di esposizione alle vibrazioni.

Il Documento Valutazione Rischi associato alle vibrazioni deve essere aggiornato ogni quattro anni e nel caso in cui ci siano modifiche e cambiamenti nella struttura del luogo di lavoro, nella tipologia delle attrezzature e dei dispositivi impiegati dai lavoratori e, in generale, ogni qualvolta visite e controlli sanitari specifici ne evidenzino il bisogno.

In presenza di esposizione alle vibrazioni sul corpo intero o sul sistema mano-braccio che supera i livelli previsti dalla legge, spetta al datore di lavoro:

individuare strumenti e macchinari alternativi che permettano di ridurre il rischio da vibrazioni meccaniche;
fornire a tutti i lavoratori i Dispositivi di Protezione Individuali necessari;
limitare l’esposizione al rischio vibrazioni programmando in modo adeguato i turni di lavoro;
aggiornare e formare in modo adeguato i lavoratori per un corretto utilizzo di macchinari ed utensili meccanici.

Valutazione rischio rumore

Pageambiente esegue analisi e valutazioni rischio rumore presso imprese di tutti i settori.

Lo scopo dell’analisi è valutare l’esposizione dei lavoratori al rumore in ambiente di lavoro, ovvero se l’eccessiva esposizione alle fonti di rumore è in grado di provocare ai lavoratori danni quali la diminuzione della capacità auditiva, irritabilità, perdita di concentrazione, insonnia, dolore, nausea.

Quando si manifesta il rischio rumore

Il rischio rumore si manifesta nei luoghi di lavoro dove vengono utilizzati mezzi di trasporto, macchine ed attrezzature che emettono livelli di rumore tali da provocare danni all’apparato uditivo ed effetti psicologici quali irritabilità, insonnia ecc.

Costituiscono sorgenti rumorose macchine e attrezzature quali: mole, trapani, avvitatori, martelli pneumatici, seghe a nastro, carrelli elevatori, trattori, autocarri, macchine utensili, macchine a controllo numerico, compressori, aspiratori e altre attrezzature simili.

Come avviene la valutazione rischio rumore

Una macchina o un dispositivo meccanico generano onde sonore che si propagano nell’ambiente ed è proprio questo l’oggetto della valutazione del rischio rumore.

Per valutare la tipologia ed i livelli di esposizione al rischio rumore vengono analizzati:

la pressione acustica generata dalla macchina o dall’utensile;
la durata dell’esposizione al rumore;
il livello di esposizione giornaliero e settimanale dei lavoratori;
l’idoneità dei DPI utilizzati.

Il Documento Valutazione Rischi associato al rumore deve essere aggiornato ogni quattro anni e nel caso in cui ci siano modifiche e cambiamenti nella struttura del luogo di lavoro, nella tipologia delle attrezzature e dei dispositivi impiegati dai lavoratori e, in generale, ogni qualvolta visite e controlli sanitari specifici ne evidenzino il bisogno.

In presenza di esposizione al rumore che supera i livelli previsti dalla legge, spetta al datore di lavoro:

individuare strumenti e macchinari alternativi che permettano di ridurre l’esposizione dei lavoratori;
fornire a tutti i lavoratori i Dispositivi di Protezione Individuali necessari;
limitare l’esposizione al rischio rumore programmando in modo adeguato i turni di lavoro;
aggiornare e formare in modo adeguato i lavoratori per un corretto utilizzo di macchinari ed utensili meccanici.
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