RISCHIO RUMORE E VIBRAZIONI
Pageambiente esegue valutazioni del rischio rumore e vibrazioni presso aziende di tutti i settori.
La valutazione del Rischio Rumore e Vibrazioni è un obbligo di legge (D.Lgs. 81/08, Titolo VIII) per tutte le aziende con lavoratori esposti a sorgenti sonore o vibrazioni meccaniche. La normativa impone misurazioni strumentali con fonometri e accelerometri ogni 4 anni, o in caso di modifiche ai macchinari, per garantire il rispetto dei valori limite di esposizione professionale.
Il Rischio Rumore
Il rumore può avere origine naturale o artificiale e rappresenta di fatto un fastidio non desiderato.
L’esposizione senza protezioni adeguate a rumori genera nella maggior parte dei casi ipoacusia, ovvero una riduzione della capacità uditiva che col tempo porta alla perdita completa dell’udito.
L’ipoacusia è una delle malattie professionali più diffuse ma, in ottica di prevenzione, è bene ricordare che il rischio rumore ha conseguenze importanti anche su altri organi del corpo umano come l’apparato endocrino, cardiovascolare o il sistema nervoso centrale.
Il rumore disturba le conversazioni, altera la percezione di segnali acustici di sicurezza esponendo i dipendenti ad infortuni, influenza in modo negativo la produttività, le capacità di apprendimento e interferisce con il momento del sonno e del riposo.
Quando si procede con la valutazione del rumore è importante affidarsi a personale competente in grado di misurare i livelli di esposizione personali e di confrontarli con il valore di azione e quello limite come previsto dal D. Lgs. 81/08 e dalla normativa UNI 9432 sulla “Determinazione del livello di esposizione personale al rumore nell’ambiente di lavoro”.
→ Scopri di più sulla Valutazione del Rischio Rumore
Il Rischio Vibrazioni
Le vibrazioni vengono definite come oscillazioni meccaniche rispetto ad uno specifico punto di riferimento generate da onde di pressione che si trasmettono attraverso corpi solidi.
Le oscillazioni determinate dalle vibrazioni possono essere di tipo forzato o libero, ovvero influenzate da una forza esterna, come avviene quando un lavoratore utilizza mezzi di trasporto, macchinari e attrezzature.
Le sollecitazioni legate all’utilizzo di macchinari e dispositivi meccanici riguardano il sistema mano – braccio ed il sistema corpo intero.
La valutazione del rischio vibrazioni mano – braccio viene eseguita sulla base delle normative UNI EN ISO 5349-1 e UNI EN ISO 5349-2; la valutazione del rischio vibrazioni corpo intero invece prende come riferimento le disposizioni presenti nella norma ISO 2631-1.
Come per il rischio rumore anche per la valutazione del rischio vibrazioni i valori di esposizione calcolati vengono confrontati con i valori d’azione ed i valori limite identificati dal D. Lgs. 81/08 così da determinare delle fasce di rischio.
→ Scopri di più sulla Valutazione del Rischio Vibrazioni
Quando scatta l’obbligo di valutazione del rischio rumore e vibrazioni
| Rischio | Valore d’azione inferiore | Valore d’azione superioe | Valore Limite (VLE) |
| Rumore (LEX,8h) | 80 dB(A) | 85 dB(A) | 87 dB(A) |
| Vibrazioni HAV | 2,5m/s2 | – | 5,0m/s2 |
| Vibrazioni WBV | 0,5m/s2 | – | 1,0m/s2 |
FAQ Rischio Rumore e Vibrazioni
Quando è obbligatorio aggiornare la valutazione?
Secondo l’Art. 181 del Testo Unico, la valutazione dei rischi fisici (rumore e vibrazioni) deve essere programmata ed effettuata almeno ogni 4 anni da personale qualificato. Tuttavia, l’aggiornamento è immediato se:
- vengono acquistati nuovi macchinari o attrezzature
- cambiano i processi produttivi o l’organizzazione del lavoro
- la sorveglianza sanitaria evidenzia problemi di salute nei lavoratori
Chi può effettuare le misurazioni del rumore in azienda?
Le misurazioni devono essere effettuate da personale con competenze specifiche (Tecnici Competenti in Acustica per il rumore o esperti qualificati per le vibrazioni) utilizzando strumentazione tarata e certificata.
Quali sono le malattie professionali legate a questi rischi?
L’esposizione prolungata al rumore può causare ipoacusia (sordità), mentre le vibrazioni possono causare patologie osteo-articolari, neurologiche o vascolari (come la sindrome del dito bianco).
Si può fare la valutazione senza misurazioni strumentali?
In rari casi è possibile utilizzare banche dati (come quella dell’INAIL), ma la misurazione “in campo” secondo UNI EN ISO 9612 è l’unico metodo che garantisce la piena tutela legale e la precisione del dato reale.
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