MOCA e PPWR: come cambia la conformità per plastica e imballaggi alimentari

Il panorama normativo europeo sulla sicurezza dei materiali a contatto con gli alimenti (MOCA) e sulla gestione degli imballaggi sta attraversando una fase di profonda trasformazione.

Le aziende che appartengono al settore manifatturiero, alimentare e del packaging sono interessate infatti da un duplice aggiornamento: il Regolamento (UE) 2025/351 e il Regolamento (UE) 2025/40 (PPWR).

Mentre il primo aggiorna le norme europee sui MOCA, nello specifico la normativa sulle plastiche, il secondo fissa nuove linee guida per ridurre i rifiuti di imballaggio ed incentivare il riciclo.

All’atto pratico, i due regolamenti agiscono in modo sinergico, ovvero: il Reg. 2025/351 impone garanzie stringenti sulla migrazione e sulla purezza chimica della plastica alimentare, mentre il PPWR (2025/40) obbliga a ripensare la sostenibilità e la composizione dell’imballaggio fin dalla fase di progettazione.

Vediamo nel dettaglio quali cambiamenti operativi dovranno affrontare le aziende.

 

Quali sono i nuovi requisiti per le plastica MOCA definiti dal Regolamento (UE) 2025/351?

Il Regolamento (UE) 2025/351, entrato in vigore il 16 marzo 2025 con un periodo transitorio fino al 16 settembre 2026, modifica il Regolamento (UE) 10/2011 relativo ai materiali e agli oggetti in materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari.

L’obiettivo della norma è l’aumento dei livelli di trasparenza di tutta la filiera produttiva in modo tale da garantire la massima tutela della salute dei consumatori.

Le principali novità del Regolamento riguardano:

  1. la composizione dei materiali plastici: dovranno essere caratterizzati da un alto grado di purezza e contenere quantità minime di NIAS (Non Intentionally Added Substances) ovvero composti chimici aggiunti non intenzionalmente che si formano a causa di impurità, reazioni chimiche e degradazione del materiale durante la produzione;
  2. la gestione delle sostanze a composizione sconosciuta o variabile in linea con quanto stabilito dal Regolamento REACH (CE 1907/2006);
  3. le restrizione relative all’uso di biocidi nei materiali plastici come stabilito dal Regolamento UE 528/2012;
  4. gli obblighi di etichettatura in modo da prevenire il deterioramento dei MOCA attraverso istruzioni per l’uso corrette;
  5. l’esecuzione di campionamenti durante la produzione per garantire la conformità alle nuove disposizioni;
  6. l’introduzione di requisiti più stringenti per i materiali plastici riciclati attraverso controlli sui processi di riciclo e sulla tracciabilità.

 

Regolamento (UE) 2025/40 (PPWR): ecco come cambiano gli imballaggi

I nuovi requisiti di sostenibilità ed etichettatura per gli imballaggi durante tutto il ciclo di vita (produzione, uso e gestione dei rifiuti) introdotti dal Regolamento (UE) 2025/40 (PPWR) dovranno essere applicati dal 12 Agosto 2026.

Attraverso questa norma il legislatore punta a:

  • promuovere il riuso, il riciclaggio e la ricarica evitando la produzione di imballaggi non necessari;
  • favorire l’economia circolare ed il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050;
  • uniformare le misure nazionali in modo da non ostacolare il flusso dei commerci e riducendo il rischio di scontri nella concorrenza.

Il PPWR rappresenta un vero e proprio standard di conformità tecnica di prodotto che interessa la progettazione, le caratteristiche chimiche dei materiali e la rendicontazione aziendale.

A livello operativo, le imprese devono gestire scrupolosamente i seguenti aspetti:

  1. gestione dei PFAS e delle sostanze pericolose: viene introdotto il divieto (o il forte contingentamento) dell’uso dei PFAS negli imballaggi a contatto con alimenti. Carta, cartone idro/oleo-repellenti e pellicole plastiche devono essere sottoposti a screening analitici di laboratorio per certificare l’assenza di questi inquinanti persistenti lungo l’intera catena di fornitura;
  2. progettazione per il Riciclo (Design for Recycling – DfR): tutti gli imballaggi, classificati in base al grado di riciclabilità, dovranno rispettare precisi criteri di riciclabilità su scala industriale per poter accedere al mercato UE. Per le soluzioni multistrato o multimateriale difficilmente separabili è previsto il pagamento di contributi ambientali maggiorati;
  3. Quote Obbligatorie di Plastica Riciclata (PCR): per favorire l’economia circolare sono state definite percentuali minime di contenuto riciclato post-consumo nei nuovi imballaggi in plastica. Diventa fondamentale qualificare i fornitori di polimeri rigenerati per garantire che il materiale riciclato soddisfi allo stesso tempo sia i target ambientali sia i requisiti di sicurezza alimentare (MOCA);
  4. tracciabilità, dichiarazione di conformità e fascicolo tecnico: le imprese dovranno predisporre un fascicolo tecnico dettagliato e una Dichiarazione di Conformità aggiornata per ogni linea di packaging, per dimostrare la tracciabilità delle materie prime, il rispetto dei criteri di ecodesign e l’assenza di sostanze vietate.

 

Cosa deve fare nell’immediato l’azienda

Per evitare sanzioni, blocchi della distribuzione o contestazioni da parte dei clienti lungo la filiera, le imprese devono:

  1. verificare e aggiornare tutta la documentazione ricevuta dai fornitori e rilasciata ai clienti (Auditing delle Dichiarazioni di Conformità (DoC));
  2. eseguire screening analitici e valutazioni del rischio mirate sulle sostanze non intenzionalmente aggiunte, modificando dove necessario le Schede Tecniche;
  3. verificare l’assenza di PFAS e sostanze soggette a restrizione nei MOCA cartacei, plastici e nei rivestimenti;
  4. consolidare ed adeguare le procedure di tracciabilità e qualità interna.

Cosa prevede il servizio di Pageambiente:

  • revisione e aggiornamento delle Dichiarazioni di Conformità MOCA;
  • redazione o aggiornamento del Manuale MOCA/GMP;
  • controlli analitici sui materiali;
  • verifica della rintracciabilità e della gestione documentale;
  • verifica degli impatti del nuovo Regolamento PPWR per le aziende che producono o utilizzano imballaggi destinati al contatto con alimenti.

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