MUD (Modello Unico di Dichiarazione Ambientale): la guida completa per le imprese

È stata fissata per l’8 Luglio 2023 la scadenza per la presentazione del Modello di Dichiarazione Ambientale da parte dei produttori di rifiuti speciali.

Istituito nel 1994 con la Legge numero 70 del 25 Gennaio, la dichiarazione MUD deve essere presentata ogni anno specificando tipologia e quantità di rifiuti prodotti e gestiti nel corso del periodo d’imposta di riferimento.

Nella guida che segue ci occuperemo di:

  • definire che cos’è il MUD;
  • quali sono le aziende che devono presentare tale dichiarazione;
  • chi è esonerato;
  • quali sono le novità introdotte dal MUD 2023.

 

Che cos’è il Modello Unico di Dichiarazione Ambientale

Il MUD è una comunicazione che enti ed imprese devono inviare ogni anno alla Camera di Commercio, Industria ed Artigianato di competenza per dichiarare le tipologie e le quantità di rifiuti prodotti, o gestiti, nel corso dell’anno precedente.

Il Modello Unico di Dichiarazione Ambientale è pertanto un mezzo per implementare in modo corretto il tracciamento dei rifiuti ed il monitoraggio delle modalità di raccolta degli stessi; è compito della Camera di Commercio pubblicare l’elenco dei soggetti che devono presentare il Modello e le modalità che devono rispettare per la presentazione della Dichiarazione.

Le modalità di invio del MUD vengono invece rese note mediante pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e sul sito del Ministero dell’Ambiente come indicato:

  • dall’articolo 4 comma 6 del D. Lgs. numero 182 del 24/06/2003;
  • dall’articolo 189, commi 3 e 4 del D. Lgs. numero 152/2006 revisionato dal D. Lgs. numero 116 del 3 settembre 2020.

Quali sezioni compongono il MUD

Le sezioni che compongono la dichiarazione MUD sono:

  • comunicazione veicoli non funzionanti;
  • comunicazione rifiuti;
  • comunicazione rifiuti da apparecchiature elettroniche ed elettriche (RAEE);
  • comunicazione rifiuti assimilati, urbani e raccolti in convenzione;
  • comunicazione imballaggi;
  • comunicazione produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE).

Tipologie di MUD

Esistono 6 differenti tipologie di MUD che si riferiscono ai diversi settori della gestione dei rifiuti; possono essere presentati in forma ordinaria oppure semplificata (se sono delle piccole imprese) da inviare telematicamente:

  1. rifiuti
  2. imballaggi
  3. RAEE
  4. veicoli fuori uso
  5. produttori di apparecchiature elettroniche ed elettriche
  6. rifiuti urbani e raccolti in convenzione

 

Chi deve presentare il Modello Unico di Dichiarazione Ambientale

L’obbligo di compilazione del MUD ricade su tutte quelle imprese che producono grandi quantità di rifiuti pericolosi e su quelle attività che gestiscono la raccolta e lo smaltimento degli stessi:

  • enti ed imprese che si occupano del recupero e dello smaltimento dei rifiuti;
  • imprese ed enti che producono rifiuti considerati pericolosi;
  • enti ed imprese con un numero di dipendenti superiore a dieci e che producono rifiuti considerati non pericolosi dall’articolo 184 comma 3, lettere c, d e g del D. Lgs. 152/2006;
  • i soggetti che si occupano in prima persona della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti;
  • commercianti ed intermediari di rifiuti senza detenzione;
  • sistemi e consorzi riconosciuti per le attività di recupero e riciclaggio di rifiuti specifici (non rientrano in questa categoria coloro che sono obbligati a presentare il documento di Comunicazione Imballaggi);
  • i gestori del servizio pubblico di raccolta rifiuti.

Chi NON deve presentare il MUD

È previsto un esonero in caso di produzione di rifiuti non pericolosi per:

  • imprese di costruzione e demolizione;
  • imprese che esercitano attività di servizio o commercio;
  • soggetti che trasportano per proprio conto rifiuti non pericolosi;
  • enti ed imprese che hanno meno di dieci dipendenti e producono rifiuti non pericolosi dalle seguenti attività:
    • a. artigianali;
    • b. industriali;
    • c. fanghi di depurazione delle acque reflue o di abbattimento di fumi;
    • d. fanghi prodotti dalle attività di potabilizzazione o altri trattamenti delle acque.

Altri casi di esonero vengono individuati anche nel caso di rifiuti pericolosi per:

  • liberi professionisti;
  • imprese agricole citate nell’articolo 2135 del Codice Civile;
  • soggetti che esercitano attività di estetista, truccatore, tatuatore, acconciatore, manicure e pedicure, podologo.

 

Tutte le novità introdotte dal Modello Unico di Dichiarazione Ambientale 2023

Le novità introdotte con il MUD 2023 hanno lo scopo di adeguare il documento alle nuove normative riguardanti lo smaltimento dei rifiuti, in particolare:

  • le nuove metodologie di calcolo identificate dall’ Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambienti (ARERA);
  • la raccolta di rifiuti di apparecchiature elettroniche ed elettriche;
  • la raccolta di plastica per l’imballaggio dei prodotti alimentari e delle bottiglie.

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