Emergenza Sanitaria COVID-19

L’attuale emergenza COVID-19 oltre ad aver determinato un’ingente perdita di vite umane, rappresenta una situazione di emergenza globale, sociale e del lavoro senza precedenti.
Questo contesto straordinario ha reso necessaria l’adozione di importanti azioni per il contenimento del contagio che hanno richiesto, fra l’altro, la sospensione temporanea di numerose attività produttive.

 

Nella prima fase dell’emergenza i datori di lavoro hanno dovuto adottare delle misure organizzative di prevenzione e protezione fondamentali per garantire il lavoro in sicurezza per quei settori produttivi che sono rimasti in attività.

In questo contesto, lo strumento di riferimento è stato sicuramente il “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”.

Il sistema di prevenzione aziendale strutturatosi nel tempo all’interno delle imprese italiane, anche grazie al consolidamento dell’assetto normativo del D. Lgs 81/08 e s.m.i., si è dimostrato un’adeguata struttura per sostenere un approccio integrato alla valutazione e gestione del rischio legati all’emergenza COVID-19.

L’efficacia di questi modelli organizzativi passano necessariamente dal coinvolgimento di tutte le figure della prevenzione aziendale, medico competente, RSPP, RLS/RLST, che insieme collaborano con il datore di lavoro nell’attività di continuo monitoraggio dell’attuazione delle suddette misure, confermando il fatto che solo un’attiva e fattuale partecipazione di tutti i lavoratori potrà determinare il raggiungimento degli obiettivi di salute e sicurezza di tutta la popolazione, non solo quella lavorativa.

Per questo oggi esiste la necessità di adottare una serie di azioni specifiche che integrano e completano il documento di valutazione dei rischi (DVR).

Fonte ISTAT al 25 Marzo 2020
Secondo quanto riportato dall’INAIL (fonte ISTAT del 25 marzo 2020), l’insieme dei settori attualmente non sospesi comprende 2,3 milioni di imprese (il 51,2% del totale). Questo insieme rappresenta un’occupazione di 15,6 milioni di lavoratori (66,7% del totale), mentre i sospesi ammontano a circa 7,8 milioni (33,3%).

Tuttavia, in considerazione del dato reale al netto di tutte le forme di lavoro a distanza e dell’incentivazione dei periodi di congedo e ferie, è stimabile, pure in assenza di un dato puntuale, che circa il 25% dei lavoratori hanno continuato a lavo¬rare in presenza (es. strutture socio-sanitarie, forze dell’ordine, forze armate e i servizi essenziali della pubblica amministrazione, la filiera alimentare, le farmacie, i trasporti, ecc.).
Le stringenti misure contenitive che hanno così profondamente colpito la maggior parte delle imprese si sono purtroppo rese necessarie per ridurre le occasioni di contatto sociale sia per la popolazione generale, ma anche per i lavoratori nell’ambito dei rischi specifici delle attività lavorative.

Nella prima fase dell’emergenza i datori di lavoro hanno dovuto adottare delle misure organizzative di prevenzione e protezione fondamentali per garantire il lavoro in sicurezza per quei settori produttivi che sono rimasti in attività.

In questo contesto, lo strumento di riferimento è stato sicuramente il “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”.

Il sistema di prevenzione aziendale strutturatosi nel tempo all’interno delle imprese italiane, anche grazie al consolidamento dell’assetto normativo del D. Lgs 81/08 e s.m.i., si è dimostrato un’adeguata struttura per sostenere un approccio integrato alla valutazione e gestione del rischio legati all’emergenza COVID-19.

L’efficacia di questi modelli organizzativi passano necessariamente dal coinvolgimento di tutte le figure della prevenzione aziendale, medico competente, RSPP, RLS/RLST, che insieme collaborano con il datore di lavoro nell’attività di continuo monitoraggio dell’attuazione delle suddette misure, confermando il fatto che solo un’attiva e fattuale partecipazione di tutti i lavoratori potrà determinare il raggiungimento degli obiettivi di salute e sicurezza di tutta la popolazione, non solo quella lavorativa.

Per questo oggi esiste la necessità di adottare una serie di azioni specifiche che integrano e completano il documento di valutazione dei rischi (DVR).

Pageambiente in questo contesto emergenziale ha rimodulato i suoi servizi, offrendo alle imprese
una consulenza su misura per l’adozione dei Protocolli di Sicurezza per specifico settore:
– Socio Assistenziale
– Industriale
– Ristorazione/Bar
– Alberghiero
– Commercio
– Benessere
Anche i servizi HACCP e Formazione sono stati rimodulati in funzione delle nuove misure di
contenimento e contrasto della diffusione.

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